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La Pasqua e la Vita Pastorale nelle carceri Stampa E-mail

 

A partire dalle feste dell’Epifania e del Battesimo di Gesù, la Chiesa ha cominciato a preparare i suoi fedeli alla celebrazione della Risurrezione del nostro Signore, proponendo diverse letture evangeliche, consigli ed esempi per risvegliare nell’animo e nel cuore di ogni uomo il desiderio dell’incontro con il Signore sul esempio di Zaccheo: la preghiera umile e sincera lontana dai giudizi sugli altri nella parabola del pubblicano e il fariseo, il  pentimento sincero del cuore sull’esempio del figliol prodigo e il rafforzamento spirituale attraverso il digiuno e la preghiera durante tempo della Quaresima. Per mezzo dei santi sacramenti della Confessione (Riconciliazione) e della Comunione siamo invitati a morire al peccato per poter essere vivi in Dio attraverso Gesù Cristo e ad incontrarci con Lui nella santissima Comunione. Il periodo più favorevole per la rinascita spirituale di ogni cristiano è la meditazione e la riflessione sulla Passione e sulle sofferenze che nostro Salvatore Gesù Cristo ha accettato volontariamente, portandole a termine con il sacrificio sulla Croce.

Nella prigione N. 112 nella città di Kopychynzi, nel tempio della Chiesa ucraina cattolica di rito bizantino, per tutto il periodo della Quaresima si sono svolte le celebrazioni religiose attraverso le quali i detenuti sono stati invitati a diventare persone nuove in Gesù Cristo.

Molti credenti si sono avvicinati ai sacramenti della Confessione e dell’Eucaristia e hanno partecipato alle altre celebrazioni.

Prima della Veglia pasquale, dopo la giornata di lavoro, è stato celebrato presso la chiesa il Vespro con l’esposizione della Sindone, alla cui adorazione ognuno ha potuto avvicinarsi sia Venerdì sera sia tutto Sabato Santo.

La celebrazione principale della Pasqua del nostro Signore sono state le Lodi e la Divina Liturgia del giorno radioso della Risurrezione, alla presenza di molti carcerati che hanno glorificato il Cristo risorto. Al termine della Solenne Liturgia il sacerdote ha rivolto a tutti il saluto della grande festa. I molti presenti hanno mostrato interesse per l’omelia sul pentimento e sulla conversione negli ultimi momenti della vita del ladrone, crocifisso alla destra di Gesù. Egli ha visto la pazienza e la misericordia del Salvatore crocifisso e ha sentito le Sue parole: “Padre, perdona loro”. Egli non riusciva a capire come perdonare quanti fanno il male. Toccato dalla grazia di Dio, il ladro ha capito che accanto a lui era crocifisso il Messia, il Figlio di Dio, e egli ha confessato pubblicamente la propria colpa e ha chiesto a Gesù di ricordarlo quando sarebbe entrato nel suo Regno. Il Salvatore ha perdonato a lui tutte le colpe, dicendo: “Ti assicuro, oggi sarai con me in paradiso”. Questa spiegazione è stata di invito per tutti i presenti a cambiare la propria vita.

 

Dopo gli auguri di Pasqua e le parole riconoscenti a tutti coloro che hanno partecipato alle celebrazioni, sono state benedette le “Pasky” (le uova di Pasqua) e gli altri cibi pasquali come l’agnellino.

In questa occasione vorrei sottolineare l’attenzione particolare e la gratitudine sincera a Don Igor Sereda e ai parrocchiani della città di Kopychyntsi che hanno preparato e offerto i cibi pasquali per il carcere. Grazie a tutti voi che in questo modo fate delle buone azioni per i vostri vicini. Siete veramente veri cristiani che seguono l’insegnamento di Cristo che dice: “quando avete visitato qualcuno in ospedale o in carcere, l’avete fatto a me …”; per queste vostre opere buone Dio vi ricompenserà nel suo Regno.

Non possono essere ignorate all’attenzione e al ringraziamento l’amministrazione del carcere, che ha creato le condizioni per celebrare la Pasqua: il direttore del carcere D. Vozniak, il vice direttore, responsabile dell’educazione sociale e psicologica, M. Marrak e tutti dipendenti del carcere. Tutte le richieste che sono state rivolte a loro per le celebrazioni pasquali sono state prese in considerazione. Questo atteggiamento di tutti coloro che governano il carcere, sottolinea come i detenuti vengano trattati non solo come condannati, ma come persone umane, come cittadini ucraini.

Detenuto Vayda V. G.

 
Diocesi di Buchach della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina, Powered by Joomla! and designed by SiteGround web hosting