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Parte la convenzione tra Mons. Schettino e Padre Hryhorak Stampa E-mail

 

Nei giorni appena trascorsi è stata stipulato un atto, che entrerà in vigore il prossimo primo novembre, tra l’arcivescovo di Capua Mons. Bruno Schettino e Padre Dymitro Hryhorak, Amministratore Apostolico della diocesi di Buchach in Ucraina. Tale atto stabilisce un rapporto di convenzione e di scambio tra le rispettive Chiese attraverso il servizio pastorale di un presbitero appositamente inviato dalla chiesa ucraina, Roman Bryndzei, che per un periodo di tre anni, rinnovabili fino ad un massimo di nove , restera nella diocesi di Capua e nello specifico nella parrocchia dei santi Filippo e Giacomo come vicario. Padre Roman agirà nella sua attivita pastorale in sintonia col piano pastorale della diocesi di Capua, ma nel contempo conservera i suoi legami con la Chiesa d’origine.

Questa convenzione in realta e l’ultimo atto di un percorso iniziato sei anni fa e che garantirà tutta una serie di iniziative non solo di carattere liturgico ma anche di carattere pastorale. Padre Roman con la sua presenza costante seguirà tutti gli ucraini che si riconoscono nel rito greco con un’attenzione specialissima a quelli di rito cattolico, aprendo così la celebrazione liturgica e quella dei sacramenti anche agli altri cristiani di rito ortodosso. In verità è da considerare che non si tratta solo della presenza costante di un presbitero ma di un intento comune fra due Chiese, quella di Capua e quella di Buchach rappresentate dai rispettivi pastori, che offre anche l’opportunita di uno scambio interculturale. Tutto questo nel tempo dovrebbe portare alla nascita di un centro di spiritualita orientale, non solo a Capua, ma anche a Castelvolturno dove da qualche anno è sorta un’altra comunità ucraina. Questi centri di spiritualità dovrebbero offrire l’opportunita di un incontro tra quelli che Giovanni Paolo II definiva i due polmoni della Chiesa. La Chiesa d’Oriente, sia quella greco cattolica che quella greco ortodossa, ha sostanzialmente una comunione teologica con la Chiesa d’Occidente, infatti le verita di fede coincidono e le feste liturgiche sono sostanzialmente le stesse anche se celebrate in momenti diversi. La Chiesa d’Occidente e quella d’Oriente condividono 1000 anni di riflessione e di preghiera, perche lo scisma del 1054 certamente non ha annullato tutta la storia pregressa. Non va dimenticato che abbiamo in comune i Padri della Chiesa che sono un luogo ecumenico privilegiato, infatti, essendo un patrimonio comune di tutte le Chiese, la teologia patristica costituisce per se stessa un punto d’incontro che puo favorire il dialogo tra le varie riflessioni cristiane. Quello che ci divide è l’esperienza liturgica, infatti nella Chiesa d’Occidente si è sviluppata una riflessione ragionata intorno alla fede, la Chiesa d’Oriente, al contrario, ha dato più importanza alla celebrazione liturgica del culto. Tali differenze formali e non sostanziali fanno delle due Chiese, quella d’Occidente e quella d’Oriente, i due polmoni della Cristianità, come più volte ha sottolineato Giovanni Paolo II. L’Occidente ha da imparare dall’Oriente l’arte della contemplazione, l’Oriente ha da imparare la teologia pastorale. Tutti siamo chiamati ad essere consapevoli di appartenere alla Chiesa Cattolica, cioè universale, la grande Chiesa, che pur nella diversità delle culture e delle lingue, insegna dovunque la stessa fede.

ASSUNTA MEROLA
KAIROS NEWS settimanale di fede attualità e cultura num.8
Parrocchia dei santi Filippo e Giacomo.  Capua

 
Diocesi di Buchach della Chiesa Greco-Cattolica Ucraina, Powered by Joomla! and designed by SiteGround web hosting